Sogno e realtà. Incanto della realtà o realtà dell’incanto?

Nell’Obake (お化け) luce e ombra, ragione e fantasia, si fondono insieme.

I giapponesi sono soliti festeggiare il Setsubun (l’ultimo giorno dell’inverno, il 3 febbraio) e il Risshun (il primo giorno della primavera, il 4 febbraio) come se fossero la celebrazione per la fine dell’anno e di Halloween nello stesso tempo.

Fortunate le maiko che hanno partecipato alla cerimonia del Mamemaki (lancio dei fagioli).

La maiko Sakiko 紗貴子 di Gion Kobu durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Ogni anno infatti ciascun distretto organizza un evento, il 3 febbraio, per festeggiare il Setsubun (節分): la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, secondo l’antico calendario. Mentre gli altri quattro Gokagai prediligono lo Yasaka Shrine, il Kamishichiken hanamachi si esibisce dalle 13:00 in poi al Kitano Tenma Shrine; vengono eseguiti uno spettacolo e una danza rituale con sette artiste tra apprendiste e geisha.

La maiko Mameyuri di Gion Kobu, durante la performance al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Le maiko Kanoyumi, Ryouka e Kanoka di Gion Higashi, al tempio Yasaka, fotografate da Onihide.

La maiko Kanoyumi 叶祐美 di Gion Higashi, al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Dopo lo spettacolo, secondo la tradizione, si celebra il rito propiziatorio con il lancio dei fagioli di soia tostati (gli spettatori cercano di prendere al volo almeno uno che sarà dono di buona sorte per loro).

La maiko Sakiko 紗貴子 di Gion Kobu durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

La maiko Miharu di Gion Higashi durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

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Geiko Naosome by Onihide.

Oggi il distretto di Kamishichiken (上七軒), uno dei più antichi, raffinati nonché il mio prediletto tra gli hanamachi di Kyōto, celebra la cerimonia della Shigyōshiki.

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Maiko Fukuho by Michael Chandler.

Oggi c’è stata la cerimonia di apertura del distretto di Gion Kobu: la Shigyōshiki (始業式).

Questa celebrazione si svolge presso il teatro Kaburen di ogni hanamachi (solo il Kamishichiken la rimanda al 9 gennaio) e sancisce il ritorno al lavoro delle geiko e delle maiko (dopo la pausa delle festività).

Ad esempio nel distretto di Gion Kobu la festa ha luogo nel Gion Kobu Kaburenjo.

Innanzitutto gli ospiti di rilievo e le okāsan formulano i loro auguri per l’inizio del Nuovo Anno. Le artiste, vestite del tradizionale montsuki kimono (il tipo con uno, due, tre o cinque stemmi familiari stampati sul retro, sul petto e sulle spalle) ossia il kimono nero degli eventi formali decorato con l’emblema della propria okiya e con il kanzashi delle spighe di riso per propiziare la buona sorte, rinnovano i propositi di sviluppare il loro gei

“Ci impegneremo per migliorare le nostre arti!”

Ecco il giuramento di Gion:

一、私たちは常に美しく優しく親切にいたしましょう。
一、私たちは祇園の伝統を誇りとし、心の修養につとめ 技芸の習得に励みましょう。
一、私たちは善良の風俗をみださない様、清潔でありましょう。
一、私たちは京都の国際的地位を認識し、新知識の吸収に意を用い、視野を広くしましょう。
一、私たちは常に良き風習を作り、皆さんから愛せられましょう。

- Cerchiamo di essere sempre belle e gentili.
- Dobbiamo essere fiere della tradizione di Gion, allenare la mente e sforzarci di padroneggiare le arti.
- Non disturbiamo mai un buon cliente e cerchiamo di essere sempre in ordine.
- Cerchiamo di comprendere la posizione internazionale di Kyoto, prestiamo massima attenzione all’assimilazione di nuove conoscenze e ampliamo le nostre prospettive.
- Usiamo sempre le buone maniere, per essere amate dagli altri.

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Hatsuyume ~ 初夢

1月 2, 2010

ど ん な 初 夢 を 見 た 。

Donna hatsuyume o mita?

Cosa avete sognato tra il primo e il secondo giorno dell’anno nuovo?

Hatsuyume (初夢) è la parola con cui i giapponesi chiamano il primo sogno nel Nuovo Anno. La notte del 31 dicembre sono talmente rapiti dai festeggiamenti che spesso non dormono, quindi il loro primo sogno lo ricevono in dono nella notte del 1 gennaio. E’ per questo motivo che il 2 gennaio, il giorno dopo la luna del primo sogno, è indicato come hatsuyume nel calendario tradizionale.

E’ considerato molto fortunato chi sogna il Fujiyama, un falco o una melanzana.

Adoro l’incantevole filastrocca:

Ichi-Fuji, Ni-Taka, San-Nasubi (一富士、二鷹、三茄子 – 1. Fuji, 2. falco, 3. melanzana)…

Yon-Sen, Go-Tabako, Roku-Zatō (四扇、五煙草、六座頭 – 4. ventaglio, 5. tabacco, 6. musicista cieco)…”

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年賀

明けましておめでとうさんどす。
Akemashite Omedeto-sandosu!
Buon Anno, nell’antico dialetto di Kyoto.

Quella del Nuovo Anno è la festa più celebrata in Giappone: infatti la vacanza per la sua celebrazione è un evento di tre giorni (dal 1 al 3 gennaio). Un importante rito, nella festività, è proprio la tradizione dello scambio delle cartoline augurali (年賀状, nengajō): tutti, nessuno escluso, mandano e ricevono con piacere le nengajō a parenti, amici e soci in affari. Gli uffici postali dell’intero paese custodiscono le cartoline, nel mese di dicembre, e le recapitano la mattina del 1 gennaio. E’ la regola! La nengajō deve arrivare nella prima mattinata dell’anno. Non a caso il personale del servizio nazionale viene potenziato notevolmente in questo periodo, con assunzioni a tempo determinato che servono solo a questo scopo: portare a termine la missione della consegna puntuale delle nengajō.

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Geisha @ MiccaMarket

12月 21, 2009

…E domenica 27 dicembre, al Micca Club (Via Pietro Micca 7/a – Roma), potrete ammirare una raffinata esposizione dedicata alle geisha di Kyoto.

Ci sarà il mio romanzo, “Diario di una maiko”, ci saranno i gioielli della geisha (creati dalla stilista Annalisa Inesi) e molti altri preziosi tesori provenienti dalla magica Kyoto. Alcuni oggetti sono nuovi, acquistati nei miei viaggi negli stessi negozi in cui si servono le geiko e le maiko di Kyoto, altri oggetti invece sono vintage e sono appartenuti alle mie geisha favorite.

Appuntamento al Micca Club…   Kawai!

Who’s That Girl?

12月 19, 2009

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Che sia una minarai, non è in dubbio…

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Kikuyū by Michael Chandler.

Tra pochi giorni, una nuova geiko (geisha) percorrerà le vie di Kyoto: la dolce Kikuyū ha infatti iniziato ad acconciarsi, da oggi, i capelli nello stile Sakko. Questa pettinatura è concessa alle maiko di grado superiore nei giorni precedenti alla cerimonia dell’erikae che ne sancisce il riconoscimento ufficiale come geisha.

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