Gion Hanamachi

4月 30, 2009

Miyagawa-cho Hanamachi

4月 30, 2009

Kamishichiken Hanamachi

4月 30, 2009

Kana, la shikomi protagonista del video, è oggi l’incantevole Ichimomo.

Miyabi no Mai

Qui, Carlo Gallucci mi intervista su Canale 5.

L’Ovile Letterario

4月 18, 2009

L'ovile letterarioSabato 18 aprile riapre i battenti il Franky’s Motel, trasmissione settimanale in onda, dalle 16.30 alle 17.30, sulle frequenze di Radio Base Popolare Network di Mestre. Nella Stanza 143 soggiornano i talentuosi artisti dell’underground culturale italiano. Conduce Stefano Vettoretti.
Dalle 17.00 ritorna l’appuntamento con L’Ovile Letterario, rubrica del Franky’s Motel a cura di Ilaria Beorchia – Press Sheep.
Ospite dell’Ovile questa settimana MIRIAM BENDIA che presenta “DIARIO DI UNA MAIKO” (Porte d’Oriente – CasadeiLibri).

“Sotōri è una maiko, una ragazza di diciotto anni che apprende l’Arte della geisha. All’età di soli quindici anni, è stata accettata in una okiya di Kyoto: sono così chiamate le boarding house che addestrano e ospitano le giovani maiko. Sotyri persegue l’arte (gei) come vita: se per una geisha il gei è vita, allora è anche vero che la sua vita deve diventare arte. Levigare la propria esistenza in un’opera d’arte, per quanto possa sembrare un’ambizione elevata agli occhi degli stranieri, è l’idea che sottende alla disciplina di una vera geiko. E nulla lei vuole con più convinzione: desidera divenire l’incarnazione vivente dell’Iki.”

Radio Base si può ascoltare nelle province di Treviso e Venezia sulle frequenze 93.550 e in tutta Italia in streaming www.radiobase.net.

E’ possibile intervenire con gli ospiti in studio:
telefonicamente: 041 26.02.100
via sms: 339 33.33.379
via e-mail: diretta@radiobase.net
o in chat!

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Da destra: Naokazu, Ichiteru (al centro), Katsuru.

Ballare sul palco di un vero teatro è molto differente dal farlo in una tatami room. Più vasto è lo spazio intorno, in cui si rischia di perdere la concentrazione, sempre grande l’emozione, in fondo al cuore, ma la perfezione dei gesti deve essere la stessa.

Non lascia dubbi l’interessante brochure: “Kamishichiken è il più antico e raffinato distretto, in Kyoto: noi formiamo le geiko con l’obiettivo di dar vita a un ristretto gruppo di eccellenti artiste piuttosto che a un vasto numero di mediocri intrattenitrici. Non a caso le nostre geisha sono ricercate per insegnare numerose arti, come lo shamisen, il tamburo, la danza e le tradizionali ballate negli stili Kiyomoto, Tokiwazu, Kouta e Nagauta…”

Oggi, l’intero Kamishichiken è in fibrillazione per la prima della Kitano Odori!

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Sei Shōnagon (965-1010), disegno di Kikuchi Yosai (1788–1878).

Mostra di calligrafia orientale ed estremo orientale

di Roberto steve Gobesso e Bibi Trabucchi

Inaugurazione: giovedì 16 aprile 2009 alle ore 17.00

Durata: dal 17 al 24 aprile 2009 – orari: dalle 16.00 alle 20.00

Sede: Alif, Associazione culturale e artistica per lo studio delle Calligrafie

piazza dei Campani 9, 00185 Roma (quartiere San Lorenzo)

Per permettere a tutti di approfondire le proprie conoscenze

relative a quest’arte nobile, esaminandone l’evoluzione nel tempo.

Alla mostra delle opere dei due artisti, si aggiungono due conferenze

e un workshop dedicati alla calligrafia orientale ed estremo orientale.

calligrafia_4_Roberto Steve Gobesso, ichi uno, mu il vuoto

Roberto Steve Gobesso, ichi uno, mu il vuoto, fotografia di Alessia Tino.

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Barisera_6 e 7 aprile 2009

Una cultura antica fuori dagli stereotipi occidentali

Mai (danza) e ko (fanciulla), fanciulla che danza, ovvero danzatrice, ma per voler essere ancora più precisi apprendista geisha. Nulla che ricalchi l’idea occidentale e ossessiva di una simil prostituta e della quale idea, in una porzione di testo, viene spiegata l’origine. Agli inizi del diciassettesimo secolo, un gruppo di ballerine guidate dalla giovane e vergine (così narra la leggenda) Izumo si esibirono lungo le rive del Kamogawa, vestite solo dei loro kimono di seta. La danza era talmente erotica e vivace che fu coniata anche una nuova parola formata da tre ideogrammi: ka (canto), bu (danza), ki (tecnica). L’impressione e le reazioni che le ragazze suscitarono sugli spettatori erano talmente eccessive che le autorità bandirono le donne dalle pubbliche esibizioni. A quel punto molte di loro cominciarono a lavorare nell’illegalità, altre ottennero protezione dai samurai ai quali concedevano esibizioni private. Da queste donne, un secolo dopo, sarebbero nate le prime geiko.

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