第57回 北野をどり ~ 57a edizione della Kitano Odori
4月 16, 2009

Da destra: Naokazu, Ichiteru (al centro), Katsuru.
Ballare sul palco di un vero teatro è molto differente dal farlo in una tatami room. Più vasto è lo spazio intorno, in cui si rischia di perdere la concentrazione, sempre grande l’emozione, in fondo al cuore, ma la perfezione dei gesti deve essere la stessa.
Non lascia dubbi l’interessante brochure: “Kamishichiken è il più antico e raffinato distretto, in Kyoto: noi formiamo le geiko con l’obiettivo di dar vita a un ristretto gruppo di eccellenti artiste piuttosto che a un vasto numero di mediocri intrattenitrici. Non a caso le nostre geisha sono ricercate per insegnare numerose arti, come lo shamisen, il tamburo, la danza e le tradizionali ballate negli stili Kiyomoto, Tokiwazu, Kouta e Nagauta…”
Oggi, l’intero Kamishichiken è in fibrillazione per la prima della Kitano Odori!
Ogni anno, a primavera, per un breve periodo le danze delle geiko e delle maiko vengono rappresentate in pubblico nella Kamishichiken Training Hall: questo è ciò che chiamano Kitano Odori.
La performance è divisa in tre parti.
25 artiste si alterneranno sul palco per dar vita alle tradizionali ed amate storie. La prima parte è una commedia musicale e si intitola「竜神の嫁」(la sposa del drago), già eseguita nel 1972, mentre la seconda parte è una danza ispirata ad un tema del Kabuki,「舞扇京芝居」 (il ventaglio della ballerina del teatro di Kyoto).
Atto primo: la trama è ambientata in un villaggio afflitto dalla siccità, viene offerta una splendida fanciulla al Re dei Draghi in cambio della pioggia. Divertente il ballo delle performer che interpretano il ruolo degli animali, quali la volpe, il coniglio e la scimmia, mentre inquietante appare il personaggio del drago.
Nella mitologia giapponese, il drago ha il potere di trasformarsi, di essere visibile o invisibile a sua scelta. In primavera sale in cielo e in autunno sprofonda negli abissi d’acqua. Si copre di fango per l’equinozio d’autunno ed emerge nel mese di aprile per annunciare il risveglio della natura, diventando così il simbolo della forza produttiva dell’umanità che sotto forma di piogge primaverili fa rinascere la natura. In giappone il drago è anche il simbolo della saggezza, della forza e del potere. Il suo fiato è carico di fuoco e di acqua che di solito sputa fuori come nuvole a forma di spirale: le nuvole sono la manifestazione delle forze cosmiche.
Nell’atteso gran finale tutte le geiko e le maiko balleranno al ritmo della Kamishichiken Serenade e la scenografia sarà lo splendore del tempio Kitano Tenmangu e dei suoi incantevoli boccioli di prugno in fiore. Le 16 maiko, al loro debutto, sono emozionatissime ma assolutamente felici di esserci.
Lo spettacolo di questo hanamachi è famoso per la sua complessità e sono poche le artiste che vengono scelte per rappresentarlo: solo le migliori possono averne il privilegio.
Kamishichiken è il più antico tra i red light districts di Kyoto e segue la scuola Hanayagi-ryu della Kyo-mai dance, a volte appellata anche come Kitano Kabuki. Questo stile infatti è proprio anche del Kabuki e il suo tratto distintivo è il movimento degli occhi. Il distretto venne costruito durante l’era Muromachi (1392 – 1568) con il legname avanzato nella riedificazione del vicino santuario: sette case vennero erette (da qui l’appellativo di Seven Upper Houses) per fornire dei punti di ristoro ai pellegrini che visitavano il Kitano Tenman-gū (Kitano Shrine) e il Nishijin (l’adiacente quartiere specializzato nella tessitura di kimono e obi).

La geiko Ichimame che, insieme a Naosome, debutta alla sua prima Kitano Odori nel ruolo di geisha; gli splendidi kimono da loro esibiti l’anno scorso sono stati indossati dalle maiko Naokazu ed Ichiteru: il blu di Ichimame da Naokazu e il verde di Naosome da Ichiteru.

Kamishichiken Yakyoku: notevole l’esibizione della geiko Naosuzu (la seconda figura da destra), come sempre.

La Kitano Odori 2009 fotografata da Onihide.
Il suo simbolo rappresenta il dolce dango (団子; una sorta di focaccia ricavata dalla farina di riso, mochiko) che venne offerto a Toyotomi Hideyoshi, quando celebrò un grande tea-party proprio qui. Il nome deriva dall’unione di Kami (settentrionali), Shichi (sette) e Ken (fondazioni): esso è molto distaccato e differente dagli altri hanamachi, dunque poter dire di arrivare da un o-zashiki a nord rappresenta un piccolo privilegio.

Il programma della Kitano Odori, di Onihide.
Fortunato chi, come gli acconciatori e i vestitori, avrà accesso al frenetico dietro le quinte dello show o chi, come il mio amico Onihide, prima dello spettacolo si vedrà preparare il tè dall’elegante Naosome.



Ryurei style Tea Ceremony
Assistant: Maiko Umehisa
Host: Geiko Naosome
Photos powered by Onihide
