Sayuki di Asakusa ~ 花柳界歴史上初の外国人芸者

gennaio 25, 2008

[Fonti: Telegraph.co.uk e The Independent world]

Nasce in Australia, a Melbourne, come Fiona Graham, ma rinasce come geisha nel distretto di Asakusa, a Tokyo.

Se desiderate far arrabbiare la brillante Sayuki dovete semplicemente citare il libro di Arthur Golden, Memorie di una geisha, o il film omonimo di Rob Marshall che ne è stato tratto.

“Io desidero raccontare la verità sul karyūkai. Purtroppo viviamo in un mondo in cui la realtà e la finzione vengono spesso confuse! Quindi, per favore, non paragonatemi a quel libro: sarebbe come paragonare le mele alle arance. Quella storia è solo un grottesco romanzo partorito dalla fantasia di un americano di mezza età…”

L’australiana è molto categorica, e un po’ ostile, nel prendere le distanze dallo scrittore: la scelta del nome però non l’aiuterà in questo obiettivo dato che è molto facile, per un occidentale, confondere Sayuri con Sayuki.

Il suo nome professionale significa felicità priva di ombre e lo strumento musicale in cui si è specializzata è lo yokobue, il tradizionale flauto giapponese. Fiona è la prima donna occidentale accolta ufficialmente nel centenario mondo della geisha.

Non dimentichiamo però che, nel 1970, l’americana Liza Dalby, pur non arrivando a essere iscritta formalmente nel registro nipponico delle geiko, ha realizzato il desiderio di vestire con grazia il kimono da geisha e di essere ammessa a partecipare alla vita della comunità di Ponto-cho, uno dei cinque hanamachi presenti in Kyoto.

Atterrata sul suolo giapponese all’età di quindici anni, per una semplice vacanza studio, Sayuki si è subito innamorata della cultura nipponica e ha deciso di frequentare qui il liceo e la prestigiosa università di Keio, migrando a Oxford solo per il dottorato in antropologia sociale. Fiona Graham è certa di poter fare molto meglio dei suoi predecessori antropologi, scrittori e registi: sta infatti raccontando la sua esperienza in un film in cui mostrerà il proprio tirocinio da geisha in una vera okiya.

“Presto il mondo potrà ammirare il risultato! Il mio documentario è qualcosa di unico: un raro sguardo lanciato all’interno della più misteriosa classe sociale giapponese. Tutti gli occidentali che hanno scritto sul karyūkai, in passato, hanno fallito poiché loro non hanno mai vissuto in prima persona la vita di una geisha. Io invece oggi posso rappresentare la società in cui sto materialmente vivendo, ogni giorno, esattamente così com’è!”

Prima di dedicarsi a questo ambizioso progetto, l’australiana che, ovviamente, parla perfettamente il giapponese ha lavorato come giornalista, in molte società locali, e ha pubblicato diversi libri sulla cultura e l’economia del Paese del Sol Levante.

“E’ stato proprio dopo aver visto Memorie di una geisha che ho deciso di intraprendere questo cammino…” L’addestramento è stato molto duro e, come straniera, non ha ricevuto nessuna agevolazione preferenziale, tutt’altro! “E’ stato un lungo periodo di preparazione” ha dichiarato al quotidiano britannico Daily Telegraph, “durato più di quanto pensassi. Anche se vivo in Giappone ormai da molto tempo e sono immersa in questa cultura, è stato molto faticoso andare fino in fondo”.

Sayuki ha iniziato il tirocinio nell’aprile del 2007 e ha debuttato come geisha, a Tokyo, il 19 dicembre dello stesso anno.

Certo l’impegno da lei proclamato appare meno difficoltoso se paragonato ai cinque anni di rigido apprendimento che vengono richiesti alle maiko di Kyoto.

Secondo la tradizione in quell’importante giornata la nuova geiko, vestita di un elegante kimono blu del valore di quasi due milioni di yen (£9,300), è stata presentata formalmente ai cento ristoranti e o-chaya suoi futuri clienti. E oltre ai sei distretti della città ha visitato anche la casa della sua onesan per ringraziarla dell’aiuto e della solidarietà a lei dimostrati.

Il tirocinio ha richiesto il paziente e costante esercizio di tutti i gei che sono richiesti a un’intrattenitrice del suo rango, comprese l’arte della danza, della cerimonia del tè e della conversazione. Ma, ora che Sayuki può considerarsi una geisha a tutti gli effetti, se le domanderete di intrattenervi in una magica serata il costo per due ore di svago, in sua compagnia, potrà toccare i 30mila yen (200 euro circa).

A chi le dice che ha commesso un errore a lasciare la carriera accademica per quella di semplice intrattenitrice, Fiona risponde senza nessuna esitazione come al suo solito.

“E’ un onore per me e sono molto fiera di essere stata accettata, in Giappone, come la prima geisha occidentale. Le geiko sono in realtà delle forti e indipendenti manager che hanno il pieno controllo della propria esistenza. Loro sono state le prime donne, nel paese, a divenire completamente autonome dalla figura maschile”.

La sua è quindi un’appassionata vocazione?

“No, non mi aspetto che sia il futuro della mia intera vita…”

Trovo che questo personaggio sia affascinante e ben costruito, ma decisamente la mia preferenza e la mia ammirazione rimangono per le maiko e le geiko giapponesi.

Esse sono le sacre portatrici di quella bellezza mistica che non soltanto si vede ma si sente.

La maiko Kimika del distretto di Miyagawa-cho

La maiko Kimika del distretto di Miyagawa-cho

La maiko Kimika del distretto di Miyagawa-cho

La maiko Kimika del distretto di Miyagawa-cho

[La maiko Kimika del distretto di Miyagawa-cho, fotografata da MASA Images No.01]

3 Responses to “Sayuki di Asakusa ~ 花柳界歴史上初の外国人芸者”

  1. sofia Says:

    mmmh.. questa sayuki è un po’ arrogante per essere una gentile geisha ;)
    kimika invece sembra così dolce ed elegante..
    in effetti le maiko e le geiko giapponesi sono molto diverse da noi ragazze occidentali..
    buona domenica!


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  3. anne Says:

    Sayuki is in a video on youtube – have a look!


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