第136回 都をどり ~ 136a edizione della Miyako Odori [La Danza della Capitale]

aprile 1, 2008

miyako-odori-poster-2008.jpg

Miyakowa Imagenji no Omokage

Il poster della Miyako Odori, fotografato da hanayaka-japan.

I quartieri delle geisha si chiamano hanamachi (città dei fiori).
In Kyoto sono cinque, diversi per tradizioni e simboli: Gion Kobu (Cobu), Gion Higashi, Kamishichiken, Ponto-cho, Miyagawa-cho. In genere vengono appellati come Gokagai.

Gion è il distretto dell’intrattenimento e dello spettacolo che sbocciò, all’inizio dell’era Edo (1600-1868), fuori dalle porte del santuario Yasaka.
Le costruzioni originarie erano dei luoghi di riposo (mizu chaya) nei quali venivano serviti tè, sake e vivande ai pellegrini in visita al Yasaka Shrine.
Questo variopinto santuario sorge proprio sotto l’altura del Maruyama-kōen ed è considerato il custode della vicina Gion, tanto che spesso viene affettuosamente definito Gion-san. Esso è particolarmente popolare come meta della prima visita al tempio del Nuovo Anno: ammiratelo verso mezzanotte, l’ultimo giorno di dicembre.
Inoltre lo Yasaka-jinja è il promotore del Gion Matsuri, la festa più imponente che si svolge a Kyoto.

Mamehide in Gion, fotografata da Genevieve.

A un certo punto le geiko cominciarono a intrattenere i propri clienti negli edifici originali e questi divennero il quartiere delle geisha di Gion: molto famoso per la Miyako Odori celebrata ogni mese di aprile quando gli alberi di ciliegio, in Kyoto, raggiungono la piena fioritura. In autunno inoltre si celebra la Onshu-kai, sempre seguendo la tradizionale Scuola Inouye.
Sulla sponda est del Kamogawa, il distretto è dunque celebre per le geisha e i locali notturni alla moda. Questi ultimi, a mio parere, insieme ai palazzi moderni e al traffico congestionato, sottraggono alla zona parte del suo fascino storico, ma è ancora possibile incontrare qualche angolo incantevole per passeggiare. Trovandovi da queste parti nel tardo pomeriggio o in prima serata, è facile che vi imbattiate in una geisha o una maiko che si reca o torna da un appuntamento… Sarebbe emozionante incontrarle!


L’originario distretto di Gion venne più tardi diviso in due differenti quartieri: Cobu e Otsubu (1881). Al termine della Seconda Guerra Mondiale Otsubu diventò Gion Higashi (祇園東) invece Cobu mantenne il suo nome: Gion Cobu. Mentre tutti gli altri hanamachi tengono le loro speciali danze annuali in primavera, Gion Higashi è l’unico che rappresenta la sua Gion Odori in autunno. La tradizione artistica è quella della Scuola Fujima.

La celebrazione della primavera inizia dunque con la Miyako Odori (Miyako Dance) nel distretto di Gion, presso il Gion Cobu Kaburenjō Theater (tel. 075-541-3391): ogni anno dal 1 al 30 aprile.

Fotografia: BAR 赤坂Bamboo.

Il teatro del Gion Kaburenjō è stato costruito appositamente per la performance. Il solenne edificio possiede tutte le peculiari caratteristiche dell’architettura tipica degli antichi palazzi giapponesi quindi è stato riconosciuto come patrimonio culturale nazionale.
La Miyako Odori venne ammirata, per la prima volta, nel 1872 e quest’anno ricorre il suo 136° anniversario. Nel 1871 il governatore, Nobuatsu Hase, e il suo vicegovernatore, Masanao Makimura, erano molto preoccupati per il declino della città di Kyoto, provocato dal trasferimento della capitale a Edo (l’attuale Tokyo), avvenuto nel 1869 durante la restaurazione Meiji (1862-69). Decisero quindi di organizzare la prima Esposizione giapponese a Kyoto. Era un modo per sviluppare e promuovere i tradizionali tesori culturali dell’antica capitale: l’arte, la cultura e l’economia erano ancora fiorenti come un tempo!
Jirouemon Geiko Sugiura, rappresentante di Gion Shinbashi e proprietario di Mantei (la famosa o-chaya conosciuta oggi come Ichiriki), ricevette quindi una richiesta dal governo di Kyoto per preparare il primo spettacolo pubblico di danze con geiko e maiko. In collaborazione con Yachiyo Inouye III, maestro della scuola di danza Kyomai, Sugiura ebbe l’idea per una performance di gruppo basata sulle caratteristiche della Kamenoko Odori di Ise Furuichi.

Le geiko di Kyoto non avevano mai ballato tutte insieme: fu una fortunata intuizione! Era l’inizio di un nuovo ruolo per le geisha: quali intrattenitrici pubbliche e promotrici dei costumi locali, presto riconosciute come star.

Si tenne così la prima Miyako Odori Junicho, nel marzo del 1872, proposta dal vicegovernatore Makimura come un’estensione della nota Kamenoko Odori. La performance fu eseguita con l’accompagnamento di un coro completo e la tradizionale orchestra giapponese, in una bellissima sala con delle meravigliose pareti scorrevoli nella casa Matsunoya, situata in Gion Shinbashi.
Questa performance della Gion Kobu Dance è stata il prototipo della Miyako Odori che è arrivata fino ai nostri giorni. Subito dopo il trionfo dello spettacolo presso la Matsunoya tutte le parti coinvolte fecero un solenne giuramento promettendo che la Gion Kobu Dance sarebbe rimasta un dominio esclusivo della scuola Kyomai di Inouye III e quella solenne promessa è stata onorata fino ad oggi. Nessuna tra le altre scuole ebbe mai il privilegio di essere coinvolta nello spettacolo.
L’anno seguente la Miyako Odori fu trasferita nel grande Gion Kobu Kaburenjō Theater. L’originalità, l’autenticità e la dignità della danza di primavera è ora affidata all’attuale maestro dello stile Kyomai, Yachiyo Inouye V.

Ogni scenario della Miyako Odori, comprese le musiche e le danze, racconta una storia a sé stante che, ogni volta, viene creata in modo differente.
Vi sono quattro esibizioni giornaliere, della durata di sessanta minuti ciascuna (alle 12:30, alle 14:00, alle 15:30 e alle 16:50), e per chi si trova a Kyoto in questo periodo è un’occasione di divertimento assolutamente da non perdere. Prima o dopo lo spettacolo è possibile, con un piccolo sovrapprezzo del biglietto, partecipare alla cerimonia del tè. Mentre una geiko prepara il tè verde, un’altra porge le tazze ai clienti arrivati in sala.

Terukoma fotografata da thingsimade.

Fotografia di thingsimade.

Il piattino, nel quale si trova il dolce che accompagna la bevanda, rimane come ricordo dello spettacolo e può essere portato via.

Powered by thingsimade.

Le otto scene della performance cominciano con un preludio davvero emozionante!
Sotto la luce soffusa delle rosse lanterne di carta, decorate con lo tsunagi dango (linked dumpling) simbolo di Gion, si alza un sipario mostrando una fila di maiko e geiko, alcune sollevano le mani per batterle sui piccoli tamburi altre accostano i loro flauti alle labbra.
Con un fragoroso saluto, “Miyako Odori wa Yoiyasa!” (Cominciamo la Danza del Ciliegio!), venti tra maiko e geiko, appaiono una dopo l’altra avanzando, lentamente e solennemente, lungo gli hanamichi (i sentieri dei fiori), le passerelle ai lati del palcoscenico: tra le loro mani brillano colorati ventagli decorati con graziosi fiori.
Un cuore verde e rosa che pulsa tra le dita eleganti e luminose, leggiadre ali di farfalle che ipnotizzano gli occhi degli spettatori…

Poiché il romanzo Genji monogatari (源氏物語, Storia di Genji; XI secolo), di Murasaki Shikibu, festeggia i mille anni l’edizione di è interamente dedicata all’anniversario.
La seconda scena dello show descrive la visita per il Nuovo Anno al Rozan-ji Temple, luogo in cui abitava l’autrice dell’opera.

La terza scena è incentrata sul capitolo quinto del libro: Wakamurasaki (若紫, giovane lavanda). Il Principe Genji, secondogenito dell’Imperatore del Giappone e conosciuto come Hikaru Genji (Genji lo Splendente), si è ammalato di terzana e decide di recarsi in un tempio sulle Colline Settentrionali di Kyoto dove vive un saggio e santo uomo capace di operare miracolose guarigioni. Lì incontra un’incantevole bambina di dieci anni (紫の上, Murasaki no Ue) che gli ricorda non poco la donna che egli ama con tutto se stesso: Fujitsubo (藤壷), sua matrigna e consorte del padre dunque a lui proibita. Ella infatti è la zia della bimba. Il Principe Splendente decide di adottare Murasaki e di crescerla personalmente per educarla a diventare la propria dama ideale. Murasaki alla fine sarà la sua seconda moglie e passerà con lui più tempo di tutte le altre concubine.
La quarta scena è basata sul quarto capitolo del romanzo: Yugao (Moon Flower, letteralmente Volti della Sera). E’ il nome di bianchi fiori, dai petali dischiusi come le labbra di chi sorride ai propri pensieri, che sbocciano tra le foglie di un rampicante simile all’edera. In questa parte del libro, Genji si reca in visita alla sua vecchia nutrice che, dopo un lungo periodo di malattia, si è fatta monaca.

La quinta scena è ispirata al nono capitolo della novella: Aoi. Ella è la prima moglie del Principe Genji. La principessa dà alla luce un figlio, ma muore poco dopo il parto posseduta dallo spirito maligno della Dama Rokujo, un’antica amante del principe con un alto stato sociale e ossessionata dalla gelosia. La rivalità tra le due donne innamorate viene, sapientemente, descritta dalla musica Joruri.

La sesta scena è dedicata ai capitoli trentasette, Yokobue (Il Flauto), e trentotto, Suzumushi (鈴虫, The Bell Cricket) un tipo di insetti il cui ronzio si sente in estate (松虫, matsumushi o Xenogryllus marmorata). Il Principe Splendente e alcuni suoi amici di corte si cimentano in un concerto informale sotto la Luna di settembre, il plenilunio più prossimo all’equinozio d’autunno. E’ il rito dell’Otsukimi: ammirare l’onorevole Luna, che si svolge nella quindicesima notte dell’ottavo mese (secondo l’antico calendario).

La settima scena racconta il capitolo cinquantuno, Ukifune (浮舟, うきふね; Floating Boat): siamo in una stanza di una casa sulle rive del fiume Uji. La seconda parte dell’opera, più breve, è infatti ambientata nel villaggio di Ui ed è incentrata sulle figure di Kaoru e Niou, nipote di Akashi e Genji. I due grandi amici si scoprono rivali in amore: Kaoru riesce a conquistare l’amore di Ukifune della quale però è innamorato anche Niou che riesce a possederla. Non sapendo quale dei due giovani scegliere, Ukifune tenta il suicidio gettandosi nel fiume ma viene salvata da due religiosi. Deciderà dunque di ritirarsi in convento, senza lasciare traccia di sé. Quando Kaoru, ritrovatala dopo lunghe ricerche, le chiederà un incontro lei rifiuterà. La narrazione è sottolineata da una splendida danza al ritmo di una intensa Nagauta (lunga canzone).

Il finale è basato sull’ultimo capitolo del Genji monogatari: Yume no ukihashi (夢浮橋, Il Ponte Fluttuante dei Sogni). La primavera torna a brillare sul mondo e, come tutti gli anni, i visitatori si affollano alle porte di Genji. In questa scena possiamo ammirare il panorama dell’antica Kyoto colorata dalla magia dei ciliegi in fiore.

Peter MacIntosh, sul suo blog, ci regala l’elenco delle maiko che sono state scelte per quest’anno:

pagina 1,

pagina 2,

pagina 3

e pagina 4 della brochure.

“Miyako Odori wa Yoiyasa!” :)

miyakoodori_img11_2008.gif

136 都をどり

『源氏物語』の千年紀にあわせた舞台。芸妓さん、舞妓さんによる源氏絵巻をお楽しみください。
第一景 置歌
第二景 廬山寺初参
第三景 於北山若紫
第四景 五条辺夕顔棚
第五景 葵上六条御息所
第六景 小野郷紅葉
第七景 浮舟偲京雪宵
第八景 夢浮橋京夢

5 Responses to “第136回 都をどり ~ 136a edizione della Miyako Odori [La Danza della Capitale]”

  1. Luana Says:

    Quest’anno avrò il piacere di assistere anch’io al Miyako!
    Non vedo l’ora di essere lì e di mostrarti le mie foto :)
    A presto!

  2. masako kurokawa Says:

    You examine dances very well. I admired.


  3. My dear friend,
    ookini! (^_^)


  4. […] primavera, nell’Antica Capitale, inizia dunque con la Miyako Odori (Miyako Dance) nel distretto di Gion, presso il Gion Kobu Kaburenjō Theater (1/4-30/4), e con la […]


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