花簪 ~ Hana kanzashi [Ornamento floreale per capelli]

giugno 27, 2008

Le maiko Kosen e Sayaka, fotografate da Momoyana mentre entrano nella famosa teahouse Ichiriki.

Le maiko hanno sempre i capelli in fiore e i petali, sulla loro testa, si alternano seguendo il corso delle stagioni. Esistono quindi numerosi kisetsubana (ornamenti stagionali), uno per ogni mese dell’anno e altri dedicati a speciali occasioni.

Verdi foglie prese in prestito allo yanagi (salice) e profumate dal magnifico Dianthus (il cui nome deriva dalle parole greche dios, divinità, e anthos, fiore)? Oppure la colorata ajisai (ortensia)?

Fotografia dal libro Nihongami No Sekai di Tetsuo Ishihara.

Cosa scegliere, a giugno? Certo, il salice è un’immagine tradizionalmente associata al mondo delle geisha. Del resto questo è il mese della stagione delle piogge (tsuyu), in Giappone, quindi il salice, albero amante dell’acqua, e l’azzurro marino delle ortensie rappresentano quanto di più appropriato tra le possibili scelte.

I bambini giapponesi fabbricano una piccola bambola, chiamata teruteru-bouzu, quando desiderano un giorno di sole. Il giocattolo assomiglia ai fantasmini tipici di Halloween. Quindi cantano una filastrocca sulla bambola, lanciano una scarpa contro il cielo e se quella atterra sulla faccia del pupazzo il giorno dopo spunterà il sole… Divertente, vero?

Le maiko che godono di una maggiore anzianità, negli studi, si distinguono per l’acconciatura denominata Ofuku.

Un esempio dello stile Ofuku, dal libro Nihongami No Sekai di Tetsuo Ishihara.

Invece le più giovani, durante i primi tre anni del loro apprendistato, devono pettinare i capelli secondo lo stile Wareshinobu.

Posono quindi ornare il capo solo con molti piccoli fiori e useranno i tradizionali kanoko dome… Il preferito? Le ali delle farfalle, naturalmente.

Lo stile Wareshinobu, fotografia dal libro Nihongami No Sekai di Tetsuo Ishihara.

11 Responses to “花簪 ~ Hana kanzashi [Ornamento floreale per capelli]”

  1. lucy Says:

    sono meraviglioseeee!!!!!!!!!!!!!

  2. Kazu Says:

    Un giorno ci devi svelare il tuo nome da maiko… ;)

    PS. Ho una piccola collezione di Kanzashi, di cui parlerò presto su Zen and the City ^^


  3. @lucy …Sono pienamente d’accordo con te :)

    @Kazu …Lo potrò svelare solo dopo il mio Misedashi ;)

    Non vedo l’ora di ammirare la tua collezione di Kanzashi!!!
    Sei sempre piena di sorprese :)

    Un bacio e buon week end.

  4. Micol Says:

    Buona sera !!!
    Che splendore :D …mi chiedevo se per ornare queste perfette acconciature vengano utilizzati anche elementi vegetali freschi e se i capelli siano tutti di una precisa medesima lunghezza.
    Grazie molte

  5. hiroism Says:

    beautiful kanzashi. but i have to confess my eyes are stuck onto a beauty of maikosan herself! XOXO


  6. Dear hiroism,
    they are lovely, cool, elegant and beautiful
    like living flowers or shining butterflies…
    Aren’t they? :)

    Take care.


  7. Ciao Micol!
    Grazie per la tua attenzione e per le interessanti domande…

    I vari kanzashi sono realizzati con materiali preziosi:
    petali di seta, pettini di tartaruga, oro e argento, decorazioni in ambra, corallo e altre pietre raffinate…
    I capelli di una maiko devono essere lunghi, tendenzialmente pari, ma anche se alcune ciocche risultano più corte la sapienza dell’acconciatore riesce lo stesso a scolpire il suo capolavoro.

    In questo libro il maestro Tetsuo Ishihara spiega (e mostra in un dvd allegato) come crea i diversi stili…
    Cercherò di metterne un esempio on line, in uno dei prossimi post.

    In risposta alla tua domanda ti spiego comunque, in breve, come gli acconciatori lavorano i capelli per creare la pettinatura tradizionale da maiko.
    Le apprendiste geisha devono sottoporsi a lunghe sedute nei saloni di bellezza, dove un hairdresser crea la scultura meravigliosa che decora la loro testa.
    Mani sapienti le pettinano, una o due volte a settimana, e un po’ le torturano! ;)
    Al termine del processo sta a loro mantenere intatta l’opera d’arte fino alla seduta successiva! Per questo non dormono su un normale guanciale ma riposano sul tipo tradizionale: takamakura, lo chiamano (alto cuscino).
    Si tratta di uno speciale cuscino posto su una base rigida, serve per sostenere il collo senza toccare i capelli. Un normale guanciale altrimenti rovinerebbe la complicata acconciatura tradizionale.
    Questa è sicuramente una delle cose più difficili da apprendere, all’inizio! Un tempo per allenarle a dormire nella giusta posizione la okāsan spargeva del riso sulle stuoie, sotto la loro testa, tutto intorno al takamakura. Se, mentre dormivano, la testa scivolava dal supporto il riso si attaccava ai capelli. In quel caso, il giorno seguente, dovevano subire da capo la fastidiosa tortura per esibire di nuovo una acconciatura perfetta…
    Da sole non è assolutamente possibile realizzarla, serve necessariamente l’aiuto, esperto, di un acconciatore professionista.
    Tieni presente che è dall’era Meiji (1868-1912) e dall’era Taisho (1912-1926) che le maiko esibiscono questi stili tradizionali e ne rispettano le antiche regole non scritte.

    Ti spiego lo stile Ofuku che puoi vedere nella foto!
    Questo è appunto lo stile delle senior maiko.
    Innanzitutto l’acconciatore somministra alla fanciulla un energico e accurato lavaggio, capelli e cute devono essere sempre in uno stato perfetto! Un problema come ad esempio la forfora è da evitare, in queste complicate pettinature. Alcune maiko raccontano che, a volte, quelle mani vigorose sembra quasi che vogliano portar via anche la cute oltre alle impurità… ;) Ma l’acconciatore lo chiama massaggio rivitalizzante… Poi asciuga la chioma in modo che sia naturale e liscia. Quindi divide i capelli, sulla testa, in due sezioni uguali (una anteriore e una posteriore), e stira accuratamente ogni singola ciocca con un ferro caldo apposito, una sorta di piastra ma più semplice. Dopo aver stirato tutte le ciocche esse risultano ancora più lisce ma allo stesso tempo più voluminose. Quindi le ciocche posteriori vengono stirate verso l’alto e l’interno del capo, in modo da predisporle nella giusta posizione. Anche la parte anteriore viene stirata su entrambi i lati delle tempie per preparare le due curve laterali che vedi nell’immagine. La ciocca sulla fronte che diventerà il maegami viene stirata con il ferro, direzionandola verso l’alto e mandandola indietro. Poi questa parte viene separata dal resto dei capelli, dandole la larghezza di dieci centimetri (l’hairdresser la ferma, momentaneamente, con una molletta per non perdere la giusta misura). Le due ciocche laterali vengono quindi nuovamente stirate e definite nelle giuste dimensioni che saranno proporzionali a quelle del viso nella ragazza.
    La ciocca di capelli esattamente sopra e al centro della testa, ossia la ne, viene separata dal resto e cosparsa di bintsuke, un’apposita cera per capelli, mediante un pettine di legno per fare in modo che sostenga la dovuta forma finale. Quindi questa sezione viene legata alla base con una speciale carta giapponese, molto sottile, e attorno ad essa si lega stretto un filo anch’esso di carta.
    La parte di capelli rimasta libera sulla nuca (tsuto) viene quindi pettinata verso l’alto, applicando la stessa cera di prima. Quindi uno tsuto gata, un cartoncino spesso che serve a dare la forma bombata, è inserito tra il ne e il tsuto: le due ciocche di capelli vengono legate insieme con le estremità della corda di carta, facendo in modo che lo tsuto gata risulti ben fermo nella sua posizione (divenendo invisibile in quanto ricoperto dai capelli).
    Quindi l’acconciatore riserva lo stesso trattamento alle ciocche laterali, con la cera apposita, e dopo è tutto un gioco abilissimo di legature quasi invisibili con la suddetta corda di carta, inserimenti di carta speciale e di forcine in punti strategici nonché leggeri ma decisi colpi di pettine…
    Un gioco che dura almeno quaranta minuti quindi non voglio annoiarti con esagerati dettagli…
    Il tocco fondamentale è la creazione dello chignon, con le ciocche già preparate e il posizionamento, alla base dello stesso, del triangolo di seta che chiamano kanoko
    Solo alla fine, quando la complicata struttura di base è formata, allora si posizionano i petali e gli accessori decorativi…
    Complicato, vero? :)

    Buona domenica.

    Miriam

  8. Micol Says:

    Ciao Miriam !!!
    Non potevo davvero sperare in una risposta più esaustiva :D Ti ringrazio infinitamente per il prezioso tempo che mi hai dedicato e per le precise informazioni che hai così gentilmente voluto fornirmi.
    …sì decisamente complicata questa procedura ma per quale delizioso risultato…
    p.s. e come non desiderare di trascorrere almeno per una volta questi quaranta minuti di tortura ???

    Un caro saluto Micol


  9. …Personalmente, sarei felice di provare l’esperienza! :)

    Buona serata.

  10. K.ro Says:

    i love this culture


  11. Dear K.ro,
    I can deeply understand you!
    I falled in love with it too… (^_^)

    Have a nice week end!


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