祇園祭 [Gion Matsuri]

luglio 1, 2009

Mameharu_7 luglio 2009

Al centro, la maiko Mameharu fotografata da Michael Chandler.

“♪Kon Kon Chikichin Kon Chiki Chin”.

Tra le vie di Kyoto, ormai risuona incessantemente la Gion Bayashi, una musica speciale tipica del Gion Matsuri. Prende forma dal dialogo tra il fue (tipico flauto giapponese di bambù), il taiko (tamburo) e il kane (piccolo gong). Il ritmo della Gion Bayashi è indicato con l’espressione kon-chiki-chin, usando le sillabe che imitano il suono del kane.

“♪Kon Kon Chikichin Kon Chiki Chin”.

Se provate a canticchiare questa frase, dopo averla ascoltata a lungo, non percepirete altro che Kon chiki chin. Strano, vero? Ma in realtà queste tre parole rappresentano solo il principio di tutte le note.

Satomi al Gion Festival 2009

La maiko Satomi, fotografata da Michael Chandler (Momoyama), il 17 luglio 2009.

Il Gion Matsuri si svolge, ogni anno, a Kyoto dal 1 al 29 luglio ed è, insieme al Kanda Matsuri di Tokyo e al Tenjin Matsuri di Osaka, uno dei tre più importanti festivals (matsuri) del Giappone. L’apoteosi delle celebrazioni è la Junko (la grande parata): il giorno 17, tra le 9 e le 13 del mattino, una parata di 32 carri, detta appunto Yamaboko Junkō (山鉾巡行), attraversa le principali strade della città.

Le origini della festa risalgono all’869 anno in cui, in seguito a una terribile epidemia di peste, l’Imperatore Seiwa inviò un messaggero presso lo Yasaka Shrine, il tempio di Gion (l’odierno Yasaka Jinja, ormai dal 1868), per pregare le divinità affinché il male svanisse. Egli fece piantare, nei giardini imperiali, 66 alabarde rappresentanti le 66 province del paese e ordinò di eseguire, attraverso le vie di Kyoto, una processione dei mikoshi del tempio. L’epidemia infine cessò, per cui tale processione diventò una pratica comune nei momenti nefasti e nel 970 fu sancita come evento annuale che, salvo le interruzioni per le guerre mondiali, si è da allora sempre celebrato.

I 32 elementi che sfilano in parata, e che rappresentano le diverse zone di Kyoto, si dividono in 9 Hoko e 23 Yama. Gli Hoko sono grandi carri, lunghi 4,5 metri e con ruote di 2 metri di diametro: trasportano sulla sommità un’alabarda che ricorda l’origine della festa. Sono alti 25 metri (8 metri fino al tetto più l’alabarda) e pesano circa 12 tonnellate: per essere spostati necessitano di trenta o anche cinquanta uomini (hikiko) che tirano grosse funi e vengono guidati da due ondori che agitano dei ventagli. Vi sono poi anche quattro yanekata che controllano il percorso sul tetto. Ogni Hoko porta dalle quaranta alle cinquanta persone che suonano la musica tipica della festa (Gion Bayashi).

Gli Yama invece hanno sulla sommità degli alberi di pino, pesano 1,2 – 1,6 tonnellate e sono tirati, spinti o portati a spalla da quattordici, ventiquattro persone. Tra gli Yama, tre sono simili agli Hoko per la struttura, ma hanno sempre il pino sulla sommità.

Sia Hoko che Yama sono decorati con meravigliosi arazzi, alcuni di fattura nipponica (Nishijin) altri importati (da Belgio, Francia, Olanda, Cina, Corea, Persia o Turchia nel quattordicesimo e nel quindicesimo secolo).

Maiko Ayano and Shikomi-san_Gion Matsuri 2009

Da Onihide: la maiko Ayano e una shikomi-san al Gion Matsuri.

Il kanzashi di luglio è uno dei miei favoriti: uchiwa (ventagli estivi circolari).

Durante questo mese infatti, tra i capelli, le maiko portano un’esposizione di ventagli. Solitamente si tratta appunto del genere uchiwa ma, occasionalmente, optano anche per i ventagli pieghevoli da danza.

Il tema rende onore al Gion Festival, questo importante evento che si tiene, proprio in luglio, nel distretto di Gion e che coinvolge centinaia di geisha esperte nelle arti classiche. I ventagli sono infatti una componente fondamentale della danza giapponese tradizionale. E i fans scelti per il kanzashi di luglio, dalle maiko, variano ogni anno in linea con il festival. Esistono comunque alcuni temi comuni quali le libellule e le linee che simboleggiano l’acqua di una cascata.

Satono and Satomi_Gion Festival 2009

Le maiko Satono and Satomi ammirano il Gion Festival, osservate da Momoyama.

Altri tipi molto appariscenti, indossati in questo periodo, sono il kanzashi a forma di fuochi d’artificio e il tsuyushiba (gocce di rugiada sull’erba).

Le senior maiko hanno il privilegio di adornarsi con il maestoso stile Katsuyama, dal 10 al 24 luglio.

L’afosa, umida e piovosa stagione di Tsuyu continua il suo corso e il 16 luglio sarà il Umi-No-Hi (il Giorno del Mare), una delle mie favorite tra le festività nipponiche nazionali! Il 17 invece tutti andranno ad assistere alla solenne processione del Gion Festival: le strade di Kyoto saranno invase da decine di migliaia di spettatori…

“♪Kon Kon Chikichin Kon Chiki Chin”.

6 Responses to “祇園祭 [Gion Matsuri]”


  1. Le foto sono belle e siamo davvero nel mondo del Giappone, brava!


  2. Grazie, per il bel complimento!

    (^_^)

    Miriam

  3. Maru Says:

    Complimenti per spiegazioni, foto e video. Oggi (ieri, qui e’ passata la mezzanotte) sono andato a vedere l’Aoi Matsuri, un altro dei 3 festival principali di Kyoto, pur se su un livello inferiore al Gion Matsuri. ^_^

  4. renee Says:

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  5. […] Al centro, la maiko Mameharu fotografata da Michael Chandler aka Momoyama. […]


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