12 fogli

novembre 6, 2009

Isoda Koryusai

Opera n° 33. Isoda Koryusai. La scrittura.

«Io desidero il mio desiderio,
e l’essere amato non è altro che il suo accessorio».

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso


Dodici fogli con dodici diverse posizioni amorose, una per ogni mese dell’anno.
Dodici fogli che venivano donati alle fanciulle inesperte prima delle nozze, per ispirarle ed istruirle nell’arte del dare piacere al proprio consorte.
Dodici fogli preziosi nel perfezionamento delle disinibite cortigiane.
Dodici fogli capaci di ipnotizzare gli occhi e ammaliare l’anima dei più colti amatori d‘arte.
Dodici fogli che venivano inseriti nei bauli dei guerrieri, per il loro potere di preservare dalla distruzione e di condurre alla vittoria.

Dodici fogli di fronte ai quali tu, ignaro spettatore, senti battere tra le gambe un cuore che sai non esistere laggiù.

Nishikawa Sukenobu

Opere n° 13-16. Scuola di Nishikawa Sukenobu. 1671-1751. E-makimono.

Un viaggio attraverso il corpo: esplorato, amato, forzato e liberato al tempo stesso. Eppure mai violentato perché di erotismo si tratta e non di pornografia. E l’eros è un’arte che rapina la mente prima del corpo.
In primo piano la pelle ma non la scontata nudità. La massima espressione dell’erotismo giapponese non è costituita dal corpo nudo, bensì dalla pelle nuda che trapela attraverso la seta del kimono.

Iroke è lo sguardo fugace, scambiato senza pronunciare una parola, tra un uomo e una donna irresistibilmente attratti l’uno dall’altra. Iroke è suonare lo shamisen solo con le unghie delle dita invece che con il largo plettro d’avorio. Iroke è una ciocca di capelli ribelle, liberata dall’amore, in una perfetta acconciatura. E gli Shūnga, le «immagini della primavera», incarnano perfettamente in sé questo frustrante e intraducibile termine che la lingua giapponese nasconde.
Esso è composto da due caratteri: uno significa colore (iro) e l’altro sentimento (ke o ki). Iro in questo caso si avvicina maggiormente al significato di erotismo, ma in un’accezione più blanda rispetto alla parola italiana. Ke rappresenta qualcosa al confine tra personalità e spirito. Non esiste un vocabolo esatto equivalente, nella nostra lingua.
Corpo e anima, amante e amato, vuoto e pieno: gli Shūnga sono lo specchio di un eterno gioco che tutti sperimentiamo, uomini e donne, alla ricerca del senso dell’esistenza. Tutti membri della stessa «comunità inconfessabile» smarrita nel «mondo fluttuante» dell’ ukiyo-e (浮世絵, lett. «immagini del mondo fluttuante»).

E non importa chi vince in questo gioco, spirituale e carnale: l’obiettivo è riuscire a vivere un’esistenza piacevole e, per quanto possibile, appagante dei desideri personali.

«[…] vivere solo nell’attimo presente, rivolgere tutta la propria attenzione ai capricci della luna, alla neve, ai ciliegi in fiore, alle foglie dei nespoli, cantare, bere sake, provar piacere solo a ondeggiare, senza curarsi neppure un po’ della miseria che ci guarda in faccia, rifiutare di lasciarsi scoraggiare, essere come una zucca galleggiante sulla corrente di un fiume: questo è ciò che si chiama ukiyo».
Brano tratto dall’introduzione all’Ukiyo monogatari
(Racconto del mondo fugace) del 1661 di Asai Riyōi (1612-1691).

ideogramma
Antico ideogramma per esprimere il concetto di «immagini della primavera» (Shunga).
Shunga
Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo

Palazzo Reale, Milano – Piazza del Duomo 12
21 ottobre 2009 – 31 gennaio 2010

Museo delle Culture, Lugano
16 ottobre 2010 – 20 marzo 2011

Mostra promossa dal Comune di Milano – Cultura
Una produzione di Palazzo Reale e della Fondazione Antonio Mazzotta in collaborazione con il Museo delle Culture – Città di Lugano

A cura del Museo delle Culture – Città di Lugano
Commissario della mostra: Francesco Paolo Campione

Le opere – circa 100 opere e 30 libri originali provenieti dal Museo delle Culture e da collezionisti privati svizzeri e italiani. 10 preziosissimi Kimono dalla collezione Antichi Kimono di Roma.

Informazioni: INFOLINE 02.54918, http://www.mostrashunga.it (attivo dal 20 ottobre 2009)
http://www.comune.milano.it/palaz

zoreale | http://www.mazzotta.itNEL CALENDARIO DEGLI EVENTI COLLATERALI MOSTRA SHUNGA,
DA NON PERDERE:

Sabato 14 novembre ’09 – 29 novembre ‘09
Shunga e Manga – l’arte dell’amore dalle stampe del Periodo Edo ai fumetti e disegni animai nell’attuale era Heisei
Mostra a cura di Silvio Andrei

I moderni fumetti giapponesi, così come i disegni animati a tema erotico, risentono fortemente dello spirito delle shunga. D’altra parte così come queste erano stampe popolari, così manga e anime sono la moderna espressione di grafica e narrativa, appunto, popolare. Nell’attuale era Heisei come nel periodo Edo. La tradizione del Giappone si “evolve” nei nuovi mezzi con tematiche e riferimenti che rimangono anche classici: dai soggetti, alle ambientazioni, ai motivi dell’eros. E spesso con affinità stilistiche e narrative sorprendenti.

Yamato shop, via Tadino fronte n. 5, Milano
Lunedì/sabato 13.00 – 19.00; domenica 14.30 – 19.00. Informazioni: 02-29527200, http://www.yamatovideo.com

Si consiglia la visione a un pubblico adulto. Ingresso libero.

Per chi fosse interessato all’approfondimento della cultura giapponese e allo studio della lingua: l’associazione Ochacaffè parteciperà all’inaugurazione della mostra, con un punto informazioni, sabato 14 novembre dalle ore 17.30, presso il negozio Yamato.

http://www.cultura-giapponese.it/



2 Responses to “12 fogli”


  1. …Nei locali della mostra Shūnga, a Palazzo Reale, la redazione di Ladies (Gruppo Class) mi ha donato uno speciale servizio fotografico.
    Ad accogliermi c’era il giornalista e scrittore Nanni Delbecchi, il mio intervistatore, e il raffinato fotografo Armando Rotoletti.
    Mi sono specchiata negli occhi delle splendide eroine dipinte nelle stampe erotiche giapponesi…
    Ho assaporato la seta dei kimono antichi.

    Un’esperienza esaltante e magica.

  2. Liza Dalby Says:

    Congratulations!
    It’s always a pleasure to look at your work.

    Liza


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