I love the Obake’s Time! (^_^)

febbraio 4, 2010

Sogno e realtà. Incanto della realtà o realtà dell’incanto?

Nell’Obake (お化け) luce e ombra, ragione e fantasia, si fondono insieme.

I giapponesi sono soliti festeggiare il Setsubun (l’ultimo giorno dell’inverno, il 3 febbraio) e il Risshun (il primo giorno della primavera, il 4 febbraio) come se fossero la celebrazione per la fine dell’anno e di Halloween nello stesso tempo.

Fortunate le maiko che hanno partecipato alla cerimonia del Mamemaki (lancio dei fagioli).

La maiko Sakiko 紗貴子 di Gion Kobu durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Ogni anno infatti ciascun distretto organizza un evento, il 3 febbraio, per festeggiare il Setsubun (節分): la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, secondo l’antico calendario. Mentre gli altri quattro Gokagai prediligono lo Yasaka Shrine, il Kamishichiken hanamachi si esibisce dalle 13:00 in poi al Kitano Tenma Shrine; vengono eseguiti uno spettacolo e una danza rituale con apprendiste e geisha.

La maiko Mameyuri di Gion Kobu, durante la performance al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Le maiko Kanoyumi, Ryouka e Kanoka di Gion Higashi, al tempio Yasaka, fotografate da Onihide.

La maiko Kanoyumi 叶祐美 di Gion Higashi, al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Dopo lo spettacolo, secondo la tradizione, si celebra il rito propiziatorio con il lancio dei fagioli di soia tostati (gli spettatori cercano di prendere al volo almeno uno che sarà dono di buona sorte per loro).

La maiko Sakiko 紗貴子 di Gion Kobu durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

La maiko Miharu di Gion Higashi durante il Mamemaki al tempio Yasaka, fotografata da Onihide.

Ieri presso il tempio Rozan (蘆山寺), nel quartiere Kamigyō, è stata eseguita davanti a cinquecento persone la pittoresca Tsuina shiki Oni horaku (追儺式鬼法楽), meglio nota come Oni Odori. La danza degli oni viene interpretata da tre ballerini vestiti da Oni Verde, Oni Rosso e Oni Nero: essi vengono cacciati, dalle persone accorse allo spettacolo, con il lancio dei fagioli della fortuna. Lo stesso gesto viene poi ripetuto nella casa di ciascuno, si lanciano fagioli di soia fuori dalla porta o dalla finestra al grido di: “Oni wa soto, Fuku wa uchi!” Fuori gli spiriti maligni, dentro la buona sorte. Secondo la leggenda il rito fu eseguito per la prima volta dal fondatore del tempio, Danzan Gaishi Ryōgen (912-985). Gli Oni, quello rosso, quello verde e quello nero, nella Legge buddista, rappresentano rispettivamente la cupidigia, la rabbia e l’ignoranza ovvero i tre veleni del genero umano. Infine bisognerebbe mangiare tanti fagioli quanti sono i propri anni per assicurarsi la buona salute durante il nuovo anno.

Esistono infiniti riti per prendere commiato dai dodici mesi passati, allontanando la sfortuna e i demoni: ma uno dei più divertenti è senza dubbio quello di mascherarsi e colorare le vie della città: il rito dell’Obake.

Tra le diverse parole per designare un fantasma, nella lingua nipponica, la più rappresentativa è proprio obake. Mettendo da parte il prefisso onorifico (o-) resta infatti bake: qualcosa che si trasforma e diventa altro prendendo una forma differente. Questa è la vera essenza di tali esseri, la mutazione. Non a caso nell’ideogramma cinese del verbo bakeru si disegnano due forme stilizzate di un uomo: la prima, a sinistra, nel suo verso normale (presente in molti altri ideogrammi) e la seconda, a destra, capovolta e quindi alterata: 化ける. I fantasmi sono dei fenomeni di trasformazione della realtà, alterazioni eccezionali che mettono duramente alla prova la razionalità.

Tutti i nonni raccontano ai bambini la spaventosa leggenda della chochin obake: una lanterna che pende dal soffitto di una vecchia casa e al cui interno la candela accesa sembra spesso, a guardar bene, nascondere il ghigno beffardo di un bakemono.

Quello stesso spirito poi si impossessa di un ombrello che la notte, mentre tutti dormono profondamente, esce in giardino a passeggiare.

Il tempo dei fantasmi, in Giappone, comunque è l’estate e non l’inverno.

Inoltre non sempre l’apparizione di uno spirito è terrificante!

In realtà nessuno può prevedere con certezza quando e se un comune oggetto prenderà vita.

Ed è proprio questa incertezza a rendere ogni oggetto potenzialmente pericoloso.

Il più inquietante è il fuoco che può essere benevolo, quando ci riscalda e ci aiuta a nutrirci, o tragicamente crudele come quando brucia un okiya e l’intero guardaroba di preziosi kimono in essa custoditi.

Il rito dell’Obake contagia inevitabilmente anche il karyūkai!

Le geisha e le maiko, durante la notte del Setsubun, indossano la propria maschera favorita e intrattengono gli ospiti, nelle insolite vesti, all’interno di tutti gli hanamachi. Si recano nelle teahouse in costume, si esibiscono in sketch satirici (come il Can-can di Ichimame) e ricevono dei premi dai clienti.

Sulla via per la famosa Ichiriki, fotografia di Dave Lumenta.

Le geiko Yuiko e Sayoko, in costume, sulla via per la famosa Ichiriki, fotografate da Dave Lumenta.

L’artista Peter MacIntosh (e i suoi compagni di Obake), fotografato da Dave Lumenta di fronte alla famosa Ichiriki.

Quest’anno per l’Obake ho indossato la maschera della Principessa Sotōri.

Karu no Iratsume venne soprannominata Sotōri (Trapela dalla Veste), poiché la sua bellezza era così luminosa da splendere anche attraverso la seta del kimono.

Ho letto la storia della Principessa nel tredicesimo capitolo del Nihon Shoki (Cronache del Giappone, raccolte dal principe Toneri nel 720).

Il volto dell’affascinante creatura rievocava un’immagine fluttuante di bellezza dipinta su seta. I neri, folti capelli raccolti sulla sommità della sua testa parevano un regalo della notte, quasi che essa vi avesse riversato la sua più preziosa essenza. Al di sotto brillava una pura fronte simile alla luna nuova. E dolci erano le sopracciglia, quanto tenere erbe. Gli occhi, d’incomparabile splendore, riflettevano la vita. La sua figura era talmente avvenente che pareva ospitare una divinità e la sua veste rifulgeva di una luce interiore. Era il fulgore del corpo che traspariva attraverso la seta.

Ella componeva delicate poesie.

Ho recitato la mia preferita, in onore dei miei amici…

Questa notte raggiungermi dovrà l’amato:

tale è l’annuncio

dei movimenti del ragno

che a un piccolo granchio somiglia.

5 Responses to “I love the Obake’s Time! (^_^)”


  1. “Oni wa soto, Fuku wa uchi!”
    Demon out, Good luck in!

    Enjoy the Obake’s Time.

    :)


  2. Sad news from Kyoto! :(

    My friend Onihide-san wrote:
    “Names of Konomi, Kotoha and Katsufumi have
    not enrolled on the program of Miyako Odori.

    Mamechika appears as Hikae of tea ceremony.

    Yasuha is the most senior Maiko now, and she
    decided to quit as Maiko”.

  3. alchemillaa Says:

    Quanto mi piace leggere il tuo blog, mi sento davvero in Giappone. L’ho pubblicizzato anche a mia sorella e ad una mia amica che adorano questa cultura e ne sono rimaste entusiaste!
    ciao.


  4. …Mi fai arrossire!

    Ookini.

    (^_^)


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