La vita in diretta

febbraio 11, 2011

Oggi pomeriggio, a La vita in diretta, parlerò delle mie adorate geisha con la brillante Flavia Marimpietri.

 

Qui il servizio on line, sul sito Rai.

2 Responses to “La vita in diretta”


  1. Il servizio di Flavia Marimpietri, girato nell’okiya di occhidaorientale, è stato molto professionale ed elegante.
    Invece il dibattito tra gli ospiti in studio è andato completamente fuori strada, confondendo la figura della geisha con lo stereotipo della donna umile e sottomessa all’uomo.

    La geisha non è una cortigiana.
    La geisha non è una bambola di porcellana con le labbra dipinte.
    La geisha è innanzitutto un’artista: gei significa arte, in giapponese, e sha è la persona.

    Nel periodo Edo (1603-1867) la condizione della donna, nella società giapponese, era a dir poco drammatica: la donna infatti doveva essere sottomessa al padre, quando era bambina, al marito, quando era adulta, e ai figli maschi, una volta anziana. Quindi per tutta la sua esistenza la donna doveva obbedire e servire il proprio padrone.

    La geisha, fin da quel tempo lontano in cui nasce la sua figura, incarnava invece gli ideali di indipendenza, orgoglio e libertà: ella era infatti l’unica donna che non passava dalla casa del padre a quella del marito ma ad una propria casa, condivisa e diretta insieme ad altre donne. Una figura storica dunque a dir poco rivoluzionaria… A suo modo è stata la prima icona del femminismo moderno.

    A differenza delle donne di piacere, le geisha non vendevano all’uomo il proprio corpo: piuttosto erano venditrici di sogni. Il karyūkai (il mondo del fiore e del salice) era un sogno, un sogno che diveniva realtà.

    La geisha è l’artista, perfetta e compiuta. Gei è appunto l’arte e sha la persona. La geisha persegue l’arte come vita: se per una geisha il gei è vita, allora è anche vero che la sua vita deve diventare arte. Levigare la propria esistenza in un’opera d’arte, per quanto possa sembrare un’ambizione elevata agli occhi degli stranieri, è l’idea che sottende alla disciplina di una vera geiko. Quella della geisha quindi non è una semplice professione ma piuttosto una vocazione. In cambio di questo onore ella deve rinunciare ad un’esistenza normale: può scegliere un amante, un compagno, può addirittura concepire un figlio ma non può sposarsi poiché è già vincolata da un altro sacramento al kariūkai, il mondo del fiore e del salice in cui vive insieme alle sue sorelle. Un giorno, se infine deciderà di sposarsi, dovrà rinunciare a questo onore.

    Questo è la geisha e tanto altro ancora…

  2. kate Says:

    i find to i conj the use of alls sentiment it La vita in diretta « ღ occhidaorientale ¸.¤°´ now im your rss reader


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