Kotohajime ~ 事始め

dicembre 13, 2014

Oggi, in tutti gli hanamachi (花街, città dei fiori) di Kyōto, si svolgerà il rito del Kotohajime (事始め, il principio delle cose). Questo giorno speciale sancisce l’inizio dei preparativi per il Nuovo Anno.

Nelle okiya tutte si dedicano alla purificazione fisica e morale di se stesse e di ogni ambiente all’interno della casa. Ogni anno è separato dagli altri, pertanto è bene terminare qualsiasi cosa prima di Capodanno. Soltanto in questo modo si può iniziare al meglio il Nuovo Anno.

Celle qui pense à ce qu'elle ne doit pas oublier

Le maiko Katsumi & Momokazu ritratte da Stéphane Barbery.

Quindi le maiko e le geiko visitano i propri insegnanti, i clienti abituali e le teahouse di riferimento portando in dono simbolici kagami mochi (鏡餅) come segno di ringraziamento per i favori ricevuti, nei dodici mesi passati, e come migliore augurio, per i dodici mesi futuri.

E qui potete ammirare alcune foto del rito nel Kamishichiken.

Questo giorno segna l’inizio del Nuovo Anno in Gion, come la prima domenica d’Avvento nel calendario liturgico. Le geiko-san e le maiko-san presentano i loro kagami mochi a Inoue Yachiyo, direttrice della scuola di danza Kyomai, ed alle responsabili delle o-chaya nelle quali prestano servizio. In questo modo ringraziano per il sostegno ricevuto nel 2014 e porgono gli auguri formali per l’arrivo del 2015.

I mochi sono una sorta di focaccine a base di farina di riso e cotte a vapore. Essi si offrono alle divinità per pregare la felicità del Nuovo Anno. La forma circolare significa che la famiglia è armoniosa e i due emisferi uniti simboleggiano la sovrapposizione di un anno nuovo e prospero su quello appena trascorso.

L’uso del kagami mochi nelle occasioni festive risale all’era Engi (801-822): venivano offerti alle divinità e ai templi, ma anche posti dinnanzi a oggetti di valore per propiziarsi la buona sorte. I samurai li mettevano davanti alla loro scatola delle armi, le donne davanti agli specchi, i mercanti nella stanza in cui facevano i conti a fine giornata.

E’ proprio dal kagami mochi delle donne posto dinnanzi agli specchi (kagami) che deriva il nome di quest’offerta-decorazione.

L’11 gennaio il kagami mochi viene distrutto oppure mangiato, per donarlo agli dei, sempre rotto con una mano o con un martello di legno e mai con un coltello! Il gesto del tagliare ha un significato negativo nella cultura giapponese.

Nel video in alto, le artiste tengono tra le mani un Mai-ougi (ventaglio per la danza): esso viene donato dalla sapiente maestra Inoue Yachiyo alle maiko e alle geiko che le fanno visita in questo giorno.

Les célébrantes

Les célébrantes ritratte da Stéphane Barbery.

In tutto il quartiere echeggia il saluto tipico di questo giorno: “Okotoo-san dosu!”

御事多さんどす: letteralmente tante cose da fare nell’antico dialetto di Kyōto. L’espressione è usata per mostrare rispetto e gratitudine verso le molte cose che l’interlocutore deve compiere (prima che l’anno in corso volga al termine).

L’usanza del Kotohajime ha origini antichissime: essa è infatti solo uno dei tradizionali riti annuali che contraddistinguono il 13 dicembre. Oggi infatti non solo a Kyōto ma in tutto il Giappone ricorre il giorno indicato tradizionalmente come shōgatsugoto hajime (正月事始め ossia l’inizio delle cose del Nuovo Anno).

Il giorno dello shōgatsugoto hajime nell’antico calendario lunare cadeva il 12 dicembre, poi durante il periodo Edo (1603-1867) la festività venne invece spostata al 13 dicembre. Anticamente durante questo giorno si iniziavano i preparativi per il Nuovo Anno: si realizzavano i Kadomatsu (tre fusti di bambù, con i rami di pino alla base, verranno posti all’ingresso delle case il 1 gennaio e impediranno agli spiriti maligni di entrare), si  procuravano gli ingredienti necessari per il banchetto di Capodanno e si raccoglieva la legna per cucinarli.

Anche nei distretti delle geisha di Kyōto, tutti si mettevano alacremente al lavoro e le geiko e, in generale, tutti gli artisti dell’Antica Capitale facevano visita ai propri insegnanti per porgere i propri ringraziamenti e auguri.

La tradizione si è mantenuta fino ai nostri giorni e, per questo motivo, ancora oggi le geisha e le maiko degli hanamachi di Kyoto si recano dai loro insegnanti nelle arti tradizionali per ringraziarli del lavoro svolto durante l’anno che volge al termine e per implorare i loro favori anche in quello futuro.

Oggi di fronte la famosa Inoue Yachiyo, direttrice della scuola di danza Kyomai, dalle dieci del mattino si sono avvicendate tutte le geisha e le maiko di Gion.

Nel video, possiamo sbirciare all’interno della sala in cui la maestra ha ricevuto le allieve: su un imponente scaffale sono esibiti i numerosi kagami mochi a lei donati…

Okotoo-san dosu!

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