Chi sei e che cos’è La quarta corda?

Mi chiamo Andrea, sono un violinista, un esperto di formazione, di educazione sessuale e mi occupo di bondage giapponese. La quarta corda è quello che potremmo chiamare il mio progetto artistico: faccio corsi, performance, shooting, video, partecipo ad eventi sul tema. È un modo per esprimermi, per fare conoscere il bondage giapponese ed il modo in cui io lo faccio.

la quarta corda

Foto: Andrea Baccetti
Model: Arinel

Suonare sulla quarta corda è una modalità esecutiva che si può usare sul violino; significa suonare solo sulla corda del sol – la quarta appunto.

Ad esempio l’Aria dalla Suite in re maggiore di Johann Sebastian Bach è conosciuta anche come Aria sulla quarta corda perché un violinista ne ha fatto una versione da suonare in questo modo.

Visto che sono un violinista ma che lavoro con le corde anche in altri ambiti, mi piaceva usare questo nome che, pur non facendo riferimento al bondage, dà la possibilità di una doppia lettura.

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Dopo la performance di kinbaku a cui ho assistito al Kokeshi Rebel Fest, mi è venuta la curiosità di conoscere meglio quest’arte così mi sono rivolta ai migliori maestri che abbiamo in Italia (e non solo).
Innanzitutto ho intervistato Beatrice Gigliuto, una delle stelle più luminose in un mondo che, almeno nel nostro paese, è ancora molto maschile.

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33 anni, siciliana atipica. Rigger ed orientalista. Raffinata studiosa delle arti giapponesi tradizionali e del loro rinascere nel mondo contemporaneo. Traduce fumetti, scrive di una vita alla continua ricerca di emozioni in più e peso in meno.
Nel 2010 ha pubblicato insieme a Davide MaestroBD: Bondage. La via italiana all’arte di legare. Corde, nodi e legami d’amore: manuale pratico.

“Cosa significa amare se non attrarre a sé l’oggetto del proprio desiderio? E, quando la passione della conquista offre al proprio piacere il corpo dell’altro, come è possibile manifestare i propri sentimenti se non abbandonandosi alle esplorazioni suggerite dal proprio amante?
All’interno di questa riflessione si nasconde il segreto del bondage, che, detto in altri termini, consiste esattamente nell’arte di legare lo spirito attraverso le corde,

affrontando un gioco che parte dall’anima per fare i conti con il corpo.”

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Kokeshi Rebel Fest 2015

ottobre 3, 2015

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Lo Yin & lo Yang di Anna Livia Carella & Isabella Corda contaminano sapientemente gli occhi degli artisti qui riuniti per svelarci ombre e luci dell’Arte giapponese.
E mentre il giorno si tramuta in notte sull’Antica via Appia, l’energia dei Taiko di Rita Superbi inonda le orecchie per meglio farci desiderare l’Armonia del Silenzio nella cerimonia del tè con Silvia Stucky.
I colori dell’Irezumi (illuminati da Anna Livia Carella & Horidome) esaltano i nostri cinque sensi per prepararci alla danza Butoh di Alessandra Cali.

Silvia Di Ianni ci confonde la mente e gli occhi con la sua performance contaminata (di erotismo, incubi e sogni): Shining shadows di una geisha, anzi di una maiko (un’apprendista geisha), che ci serve il proprio sangue nella cerimonia del tè e lascia a metà il trucco oshiroi per correre a danzare dietro al misterioso wasaga… Non rosso come il tradizionale giapponese ma nero quanto la notte.

E le note del Koto, dello Shamisen e del flauto giapponese sfumano nel tramonto più infuocato che abbiamo mai ammirato, rosso come la quarta corda che ci lega tutti in un emozionante epilogo con il Kinbaku (緊縛, legatura stretta).

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