Kokeshi Rebel Fest 2015

ottobre 3, 2015

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Lo Yin & lo Yang di Anna Livia Carella & Isabella Corda​ contaminano sapientemente gli occhi degli artisti qui riuniti per svelarci ombre e luci dell’Arte giapponese.
E mentre il giorno si tramuta in notte sull’Antica via Appia, l’energia dei Taiko di Rita Superbi inonda le orecchie per meglio farci desiderare l’Armonia del Silenzio nella cerimonia del tè con Silvia Stucky.
I colori dell’Irezumi (illuminati da Anna Livia Carella & Horidome) esaltano i nostri cinque sensi per prepararci alla danza Butoh di Alessandra Cali.

Silvia Di Ianni ci confonde la mente e gli occhi con la sua performance contaminata (di erotismo, incubi e sogni): Shining shadows di una geisha, anzi di una maiko (un’apprendista geisha), che ci serve il proprio sangue nella cerimonia del tè e lascia a metà il trucco oshiroi per correre a danzare dietro al misterioso wasaga… Non rosso come il tradizionale giapponese ma nero quanto la notte.

E le note del Koto, dello Shamisen e del flauto giapponese sfumano nel tramonto più infuocato che abbiamo mai ammirato, rosso come la quarta corda che ci lega tutti in un emozionante epilogo con il Kinbaku (緊縛, legatura stretta).

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…A lezione di Kinbaku (緊縛): legare con FORZA.
“Non c’è nulla da mostrare se non c’è nulla da nascondere…”

Quello che colpisce in questa legatura è la grazia, l’eleganza e l’amore che trasudano dalle corde scarlatte.
Oltre alla passione certo, ma c’è una luce diversa nelle sue mani: leggera ed impalpabile.

Non ho potuto non domandare da dove venga questo nome…

“Suonare sulla quarta corda è una modalità esecutiva che si può usare sul violino; significa suonare solo sulla corda del sol – la quarta appunto.

Ad esempio l’Aria dalla Suite in re maggiore di Johann Sebastian Bach è conosciuta anche come Aria sulla quarta corda perché un violinista ne ha fatto una versione da suonare in questo modo.

Visto che sono un violinista ma che lavoro con le corde anche in altri ambiti mi piaceva usare questo nome che, pur non facendo riferimento al bondage, dà la possibilità di una doppia lettura.”

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…E nodo dopo nodo, distruggere l’equilibrio della bellezza tradizionale per creare qualcosa di caoticamente ancora più bello: lo Yin e lo Yang risplendono sul volto incantevole di Sisi che assapora l’esperienza della legatura pubblica per la prima volta.
Mentre le corde rosse legano e segnano la pelle, giro dopo giro, ecco che le emozoni si liberano. Infine il corpo appare esteriormente imprigionato ma al suo interno il cuore è finalmente libero.
 ☯

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Shining shadow con Silvia Di Ianni:
“Quando ho elaborato la performance inizialmente non ho focalizzato nello specifico la geisha, ma, pensando all’armonia degli opposti, ho guardato dentro la mia femminilità e ne ho ricavato un’immagine onirica che rispecchiava la figura a cui ho dato vita sulla scena. La geisha incarna il mio modo di concepire l’essere donna sia per quanto riguarda le sfaccettature psicologiche che per una sensualità sofferta, morbida ed esplosiva allo stesso tempo, costretta nella simbologia dei movimenti e dei colori…”

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Rita Superbi: “Quando mi chiedono cosa è per me il tamburo (e quindi anche quello che provo quando lo suono) rispondo sempre che il tamburo per me è come una lavatrice e, lì per lì, tutti rimangono un po’ stupiti o perplessi. Poi spiego che per suonare il taiko ci vuole molta energia e quella che io do è spesso sporca perché sono incazzata o triste o delusa (ho litigato con qualcuno, devo pagare le bollette, sono stata tanto tempo nel traffico, devo combattere con chi non rispetta te o il tuo lavoro, etc etc). Il tamburo si prende questa energia, la ripulisce e me la restituisce pulita, pura. Infatti se, prima di suonare, scrivo una lista di cose delle quali penso di aver bisogno e per esempio queste cose sono 10, dopo aver suonato il taiko 2 delle 10 cose che avevo scritto mi bastano e avanzano. Le altre 8 non erano importanti. Suonare il taiko mi soddisfa totalmente.”

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Occhi smarriti nel dedalo di nodi creati dalle appassionate corde di Isabella.
Ambizioso cercare di imprigionare lo Yin e lo Yang mentre il rosso della seta inevitabilmente scivola tra le maglie bianche, insieme all’anima.

#KokeshiRebelFest

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2 Responses to “Kokeshi Rebel Fest 2015”


  1. […] la performance di kinbaku a cui ho assistito al Kokeshi Rebel Fest, mi è venuta la curiosità di conoscere meglio quest’arte così mi sono rivolta ai migliori […]


  2. […] un violinista, un esperto di formazione, di educazione sessuale e mi occupo di bondage giapponese. La quarta corda è quello che potremmo chiamare il mio “progetto artistico”: faccio corsi, performance, […]


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