Dopo ben 14 anni, il Kabuki torna a Roma!

Il 21 e il 22 giugno, alle ore 20:00, sul palco del teatro Argentina potremo ammirare la compagnia teatrale Shochiku Grand Kabuki di Tokyo e il famoso attore Ebizo Ichikawa XI (十一代目市川海老蔵, Jūichidaime Ichikawa Ebizō all’anagrafe Takatoshi Horikoshi), figlio maggiore di Ichikawa Danjuro XII e diretto discendente della dinastia Ichikawa.

Ebizo: “From the moment I was born, my course was decided. My whole family expected me to be an actor. If I went to PE class and my legs were still painted white from the stage that was accepted – no one bullied me. I wanted to do normal things, I didn’t want my future decided for me. Even now, when all that I want is to be a great kabuki actor, I am still searching for freedom, I still have these conflicts.”

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Quando arriva dicembre in Giappone si preparano i mochi e, spesso, si decorano gli alberi con questi come se fossero dei bianchi fiori. Dunque anche le maiko ritengono di buon auspicio indossare dei kanzashi che esibiscano simbolici mochibana (letteralmente fiori di mochi).

L’ornamento del mese contiene anche due piccole etichette di carta bianca che simboleggiano lignei maneki: le insegne che vengono affisse all’entrata del teatro Minamiza, a dicembre, per mostrare i nomi degli attori di kabuki che si stanno esibendo all’interno.

Quale ulteriore elemento possono utilizzare anche foglie di bambù e altri portafortuna come un dado, un maneki neko (letteralmente gatto che ti chiama), un bersaglio e una freccia.

Durante la prima settimana di dicembre, le geiko (geisha nell’antico dialetto di Kyoto) e le maiko dei cinque hanamachi si recano presso il teatro Minamiza (in Gion) e assistono ad una speciale rappresentazione di kabuki, nota come Kaomise Souken (  顔見世総見、): si può tradurre, più o meno, come apparizione ad una performance o mostrare il volto. Ogni distretto partecipa in un giorno diverso.

Le geisha e le apprendiste siedono tutte insieme nel Sajiki, così gli spettatori possono ammirare anche loro oltre lo spettacolo. La vista, nell’insieme, è meravigliosa.

I migliori attori di kabuki si esibiscono al Minamiza per 26 giorni, nel mese di dicembre: la tradizione della Kaomise e dei lignei maneki ha più di trecento anni.

Le maiko, in questa occasione, chiedono ai due artisti preferiti di autografare i loro maneki.

O almeno così dovrebbe essere: in realtà se osservate le loro teste noterete che spesso le maiko di una stessa okiya hanno tutte le stesse due firme, tra i capelli (come se ci fosse una disposizione ben precisa a priori).

Il 2 dicembre Onihide ha incrociato le artiste di Gion Kobu!

La geisha Kotoha mostra il suo biglietto. Che tristezza sapere che sta per lasciare Gion: ha deciso di abbandonare la carriera per potersi sposare con il proprio compagno.

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丑 ~ Ushi

dicembre 11, 2008

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La maiko Fukuho, incontrata da Momoyama.

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La geiko Kikutsuru, mentre esce dal Minamiza Theatre, fotografata da Momoyama.

Secondo il calendario zodiacale tradizionale, il 2009 sarà l’anno del bufalo (丑, ushi).

Quando arriva dicembre in Giappone si preparano i mochi e, spesso, si decorano gli alberi con questi come se fossero dei bianchi fiori. Dunque anche le maiko ritengono di buon auspicio indossare dei kanzashi che esibiscano simbolici mochibana.

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La maiko Umeha, nell’obiettivo di Momoyama.

L’ornamento del mese contiene anche due maneki: minuscole etichette bianche.
Infatti è tradizione che, a dicembre, le maiko visitino il Minamiza Theatre e chiedano ai due attori di Kabuki preferiti di autografare i loro maneki. Quale ulteriore elemento possono utilizzare anche foglie di bambù.

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La maiko Makino, ritratto di Momoyama.

Il tredici dicembre, in tutti gli hanamachi di Kyoto, si svolgerà il rito della Kotohajime (事始め, il principio delle cose). Questo giorno speciale sancisce l’inizio dei preparativi per il Nuovo Anno. Le maiko e le geiko visitano i propri insegnanti, i clienti e le teahouses portando in dono i kagami mochi come segno di ringraziamento per i favori ricevuti, nei dodici mesi passati, e come migliore augurio, per i dodici mesi futuri.



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